Angiò il film è un opera che dà vita allo spirito di Lorenzo Viani artista. E’ un progetto cinematografico diretto da Leonardo Palmerini, regista di Viareggio. Il film sperimentale, che utilizza riprese dal vivo processate per avvicinarsi graficamente all’opera di Viani pittore, incisore e autore di xilografie di rara forza espressiva, racconta la storia di Angelo Bertuccelli, nato in via Pinciana a Viareggio, nel 1850.

Piccolo di statura, con un carattere forte e orgoglioso in un fisico deforme, marinaio, come la maggior parte degli abitanti della Viareggio di allora, che scampato alla furia dei venti a bordo del “Dedalo”, fece voto di non affrontare più il mare.

Così il “navigante dell’Oceano” consuma la sua vita sempre più isolato lontano dalla cattiveria della gente che irride il suo aspetto grottesco, in un turbinio di disperazione e ribellione. Il nano dal cuore di gigante, finirà la vita travolto dalle onde della follia, annegato in un mare profondo “un uomo d’acqua”, così come previsto da un destino ostile.

È basato sul romanzo “Angiò uomo d’acqua” di Lorenzo Viani.

IL PROGETTO

Il progetto Angiò è un adattamento cinematografico dell’opera letteraria di Lorenzo Viani, già ridotto in una versione televisiva dalla Rai nel 1965.

Il lungometraggio diretto da Leonardo Palmerini è eseguito con tecniche digitali, ricostruendo e trasformando le azioni degli attori in una sorta di animazione a “cartoon”, cercando di ricostruire le grafiche del Viani incisore e disegnatore, per valorizzare e fondere sia l’opera scritta che l’opera grafica del pittore versiliese.

Un’operazione per aumentare la cultura diffusa sul territorio versiliese per promuovere e valorizzare le specifiche antropologiche delle genti di Versilia.

LA TECNICA

La tecnica utilizzata è quella del rotoscoping, utilizzata per creare un effetto grafico tipo “cartoon” in cui le scene e I personaggi  acquistano una nuova dimensione narrativa.

Le riprese avvengono con gli attori che si muovono e recitano davanti a un “blue screen”.

Una volta effettuato il “girato” le scene vengono montate su software e quindi processate con dei filtri appositi.

Questa tecnica permette al film di avvicinarsi al disegno dell’opera Vianesca;

la maggior parte delle inquadrature ha come riferimento disegni e xilografie ripresi dall‘opera dell’artista.

IL SUONO

Il film è principalmente commentato da una voce fuori campo che si esprime con il dialetto viareggino utilizzato da Viani per il romanzo. La colonna sonora è stata composta appositamente dal gruppo musicale Le Onde Martenot.